
In questo ultimo periodo, anche su tematiche così importanti per i lavoratori a T.D., alcune sigle Sindacali invece di trovare soluzioni concrete strumentalizzano la delicata posizione dei nostri colleghi per scaricare responsabilità ad altri, allo scopo di accrescere il proprio consenso politico.
Le scriventi ritengono che in un momento così difficile e con argomenti così delicati per il futuro dei lavoratori ci sia necessità di proposte utili ad evitare l’imminente applicazione del Jobs Act per coloro che erano arrivati al traguardo dell’assunzione dopo anni di precariato.
L’incontro del 2 marzo u.s. tra le scriventi e l’Azienda, è stato l’ultimo di una serie di trattative che avevano come fine la non applicabilità del Jobs Act per tutti quei lavoratori interessati dall’accordo sottoscritto il 4 giugno 2008 in materia di “Bacini di Reperimento Professionale” e successive integrazioni e modifiche, che prevede il graduale scaglionamento delle assunzioni a T.I. dei lavoratori T.D. inseriti nei bacini.
Come noto le possibili soluzioni tecniche in valutazione tra le Parti sono state rese inutili con l’entrata in vigore lo scorso 7 marzo del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23 - Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183.
Le scriventi, al fine di trovare soluzioni tangibili, chiedono all’Azienda, un segnale di concreta volontà a risolvere questa spiacevole situazione attuando il differimento delle assunzioni (in data da concordare) previste per il mese di marzo, per il tempo necessario a definire intese tra le Parti che potranno bilanciare gli effetti della legge, che nel caso specifico appare “iniqua”, introducendo tutele di miglior favore rispetto a quanto disciplinato dal “Jobs Act”.
Riteniamo che questo sia l’atteggiamento onesto per dare risposte concrete ai lavoratori che in questo momento si sentono, legittimamente, defraudati di un loro diritto!!!!!
Roma, 10 marzo 2015