CON RENZI ARRIVA IL GRANDE FRATELLO IN AZIENDA

Con il decreto attuativo del Jobs Act i datori di lavoro potranno tracciare l’operato e la disciplina utilizzando le tecnologie senza il permesso dei sindacati o l'autorizzazione ministeriale.

Come previsto dal Decreto infatti: “[…] le informazioni raccolte ai sensi del primo e del secondo comma sono utilizzabili a tutti i fini connessi al rapporto di lavoro a condizione che sia data al lavoratore adeguata informazione delle modalità d’uso degli strumenti e di effettuazione dei controlli e nel rispetto di quanto disposto dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.

A tal proposito il Garante della Privacy si è già espresso dichiarando quanto segue: “Una società non può controllare il contenuto del pc di un dipendente senza averlo prima informato di questa possibilità e senza il pieno rispetto della libertà e della dignità del lavoratore.” Il Garante ha ribadito che “il datore di lavoro può effettuare controlli mirati al fine di verificare l'effettivo e corretto adempimento della prestazione lavorativa e, se necessario, il corretto utilizzo degli strumenti di lavoro al patto però di informare il lavoratore sui limiti di utilizzo del bene aziendale.”

Tale attività, può essere svolta solo nel rispetto della libertà e della dignità dei lavoratori e della normativa sulla protezione dei dati personali che prevede, tra l'altro, che alla persona interessata debba essere sempre fornita un'idonea informativa sul possibile trattamento dei suoi dati connesso all'attività di verifica e controllo. Il Garante ha quindi vietato ogni ulteriore utilizzo dei dati personali così acquisiti. Sarà invece l'autorità giudiziaria a valutare l'utilizzabilità nel procedimento civile della documentazione acquisita agli atti qualora il lavoratore facesse ricorso alla giustizia ordinaria. (Garante della Privacy, newsletter 14 febbraio 2013, n. 369)

L’On. Damiano, Presidente commissione lavoro della Camera, ha dichiarato inoltre: “Sui controlli a distanza previsti dal Jobs act non bisogna far rientrare dalla finestra quello che è uscito dalla porta. La Delega prevede un controllo sugli impianti e non sulle persone. L’uso dei nuovi strumenti tecnologici, come telefonini e tablet, non può contemporaneamente essere strumento di controllo sull’attività dei lavoratori.”

La UilCom ritiene che i Lavoratori abbiano il diritto di conoscere in tempi brevi le modalità con le quali la Rai intende operare, pertanto chiede all’azienda un incontro urgente.

IL COORDINATORE NAZIONALE

Maurizio Lepri